Negli ultimi anni, il processo di pianificazione economico-finanziaria si è esteso in modo significativo anche alle piccole e medie imprese, diventando una pratica gestionale necessaria per affrontare le nuove sfide di mercato, regolamentazione e finanza.

In questo contesto, la redazione di piani pluriennali affidabili e coerenti non è più un’opzione, ma un elemento chiave per la solidità dell’impresa.

 

Perché la pianificazione pluriennale è indispensabile oggi

Sono tre i principali fattori che rendono la pianificazione pluriennale un passaggio imprescindibile:

  • Le richieste del sistema bancario che attribuisce crescente rilevanza ai dati previsionali nelle valutazioni di merito creditizio.
  • Gli obblighi contabili e normativi, in particolare legati alla continuità aziendale, agli impairment test, all’iscrizione delle imposte anticipate e alla recuperabilità dei costi capitalizzati
  • Le disposizioni del Codice della crisi d’impresa che impongono agli amministratori di dotarsi di assetti organizzativi e di controllo capaci di prevenire situazioni di crisi.

Anche in occasione di operazioni straordinarie – come conferimenti, fusioni o accessi al capitale – il piano pluriennale diventa uno strumento centrale, richiesto da valutatori, revisori o esperti indipendenti.

 

La qualità del piano pluriennale fa la differenza

Non tutti i piani, però, hanno la stessa affidabilità.
Per essere realmente utili, i piani pluriennali devono essere valutati non solo nei numeri, ma anche nel metodo.

Due le aree fondamentali da analizzare:

1. Contesto e qualità del piano

  • Esperienza nella pianificazione: le imprese che già utilizzano strumenti previsionali da anni sono più accurate e attendibili.
  • Verifica tra previsioni e consuntivi passati: consente di misurare la capacità dell’azienda di anticipare il proprio contesto economico.
  • Presenza di azioni concrete e misurabili: non bastano gli obiettivi, servono piani d’azione dettagliati.
  • Coerenza tra piani diversi: un piano prodotto per la banca non può essere contraddetto da quello redatto per il bilancio o per un conferimento.

2. Struttura e coerenza interna

Un piano pluriennale solido deve includere:

  • una relazione con obiettivi, strategie e azioni operative;
  • bilanci previsionali coerenti con i dati storici;
  • un rendiconto finanziario prospettico;
  • indicatori di performance (es. ROI, ROE, posizione finanziaria netta) e analisi di sensitività;
  • un commento metodologico che spieghi come sono stati costruiti i dati.

Il team di Studio Dalla Libera & Partners di Padova affianca le imprese nella costruzione e nella revisione dei piani pluriennali.

Ogni piano è un progetto su misura, costruito per essere credibile, sostenibile e orientato al valore, anche agli occhi di banche, investitori e stakeholder esterni.

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